Prolungate fino al 6 febbraio 2015 le iscrizioni al Food Innovation program, il primo Master internazionale in Food Innovation promosso da Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Institute For The Future di Palo Alto, Stati Uniti, e Future Food Institute di Bologna, dedicato a studenti italiani e internazionali che prenderà il via nel marzo 2015 per finire a novembre.
Tanti i partner internazionali coinvolti, a partire dal Google Food Team, Feastly, Food Tech Connect e Aretè knowledge partner del progetto, Food Tank, Food-X e Youth Food Movement Australia , e numerose aziende coinvolte nelle varie fasi della filiera.
La nostra vision è quella di ispirare il mondo verso scelte ed esperienze sul cibo che costituiscano un modo per costruire modelli di vita e comunità più sostenibili”Michiel Bakker, il direttore di Google Food Services.
In linea con questa visione il Food Innovation Program è ideato e programmato per costruire un mondo migliore attraverso un approccio più consapevole al cibo.
Cosa mangeremo tra vent’anni? Come produrremo il cibo?
A queste ed altre domande risponderà il Food Innovation Program che sarà diffuso dai media partner su scala nazionale e internazionale come una serie tv, una mini-serie online e sarà disponibile su una piattaforma di e-learning dedicata.
Il Master prevede un impegno full time suddiviso tra parte teorica e laboratori, seguiti da docenti, opinion leader e imprenditori provenienti da tutto il mondo e che oggi rappresentano i maggiori esperti in tema di cibo e innovazione. Mappare le tecnologie critiche per plasmare l’agricoltura, la distribuzione alimentare, la vendita al dettaglio e il consumo – con particolare riguardo alla
sicurezza degli alimenti, la socialità e il controllo; diffondere e sviluppare innovazioni radicali nel settore; alimentare secondo le linee individuate dal framework “Seeds of Disruptions” dell’Institute for the Future di Palo Alto, sono solo alcuni degli obiettivi del nuovo Master che unisce food ed innovazione.
Il cibo sostiene, nutre e collega gli uni agli altri. Il cibo non è solo un mezzo per costruire relazioni, connette le persone attraverso gli oceani, le culture e le economie in modi sempre più complessi.
Un’abbondanza nella rete alimentare globale coesiste con un sistema pericolosamente squilibrato,dove il numero di persone che soffrono la fame e le persone con gravi problemi d’obesità convivono. Potenziali problemi poi, come la prospettiva di scarsità di acqua e di energia, minacciano di erodere ulteriormente la sicurezza alimentare e la sostenibilità sociale e ambientale del sistema. E’ questa complessità una delle maggiori sfide per l’umanità, una complessità che viene da sempre affrontata attraverso l’innovazione
: dai primi esperimenti con la cottura all’evoluzione dei metodi agricoli, dagli impianti più recenti di refrigerazione fino agli sforzi per creare strumenti e tecnologie altamente innovative.
Partendo da marzo per arrivare fino a novembre 2015, con alla base queste tematiche e la richiesta di un impegno full time agli studenti, il Master prevederà una parte teorica realizzata al Food Innovation Space nel cuore di Reggio Emilia con il contributo di docenti di fama internazionale come Caleb Harper founder del progetto MITCityFarm, opinion leader ed imprenditori di successo provenienti da tutto il mondo, ispirati al Reggio Approach, il noto approccio sviluppato a Reggio Emilia che permette e sviluppa la creatività e l’interesse nell’apprendimento.
La seconda fase del master si basa su laboratori della durata di 5 mesi sviluppati nell’”officucina”, un maker space creato ad hoc per il Food Innovation Program. In questa fase verranno creato prototipi innovativi di prodotti o servizi sulla base di challenge lanciate dalle aziende partners. Foresight engine e hackathon coinvolgeranno gli studenti, la cittadinanza e le imprese in esperienze disruptive durante tutto il periodo di EXPO 2015. E’ questa fase la più articolata:
5 mesi di laboratorio incubati ad EXPOin cui gli studenti, sovvertendo i paradigmi correnti, potranno contribuire all’innovazione
dei grandi temi proposti e costruire un circuito diretroazione positivo verso la società.











