MEET THE FOOD MAKERS: ECCO I PROGETTI PRESENTATI A #MFR16!

frI 100 000 visitatori della scorsa edizione hanno potuto assistere alle sperimentazioni più inconsuete from farm to fork fatte da questi giovani talenti provenienti da tutto il mondo. A distanza di un anno abbiamo deciso di incontrarne alcuni per rivivere insieme le emozioni della scorsa edizione e farci raccontare dove sono ora. 4 ragazzi, 4 progetti disruptive divisi in 2 articoli e un’unica grande grandissima voglia di innovare. Tutti pronti? Si parte!

 

  • Mattia Nanetti founder di Wenda

 

Mattia Nanetti é il co-founder di Wenda, una startup innovativa che sostiene la qualità perseguita dai propri clienti, creando soluzioni innovative IoT flessibili e customizzabili in base alle esigenze di ogni singolo attore del mercato food & beverage. Ogni soluzione è composta da un dispositivo, un’app e una piattaforma.

D. Ciao Mattia, ben ritrovato! La curiosità è tanta perciò iniziamo subito: come descriveresti la tua esperienza a Maker Faire Rome 2016?

R. Ciao a tutti! Allora eccoci qua, che dire? Maker Faire Rome é davvero un modo per toccare con mano l’innovazione, intendo letteralmente! I makers infatti coniugano perfettamente la propria passione per il digitale alla realizzazione di prodotti fisici. Non stupisce che l’evento sia considerato il piú grande show and tell al mondo

D. In che modo Maker Faire Rome ha aiutato il tuo progetto?

R. É stato molto utile per noi perché abbiamo trovato una società che poi è diventata la nostra partner. Questo ci ha inoltre permesso di differenziare l’offerta nell’ultimo anno.

D. E’ passato un anno da Maker Faire Rome: come si é evoluto il tuo progetto nel corso di questi 12 mesi?

R. Come ti accennavo prima abbiamo diversificato sempre di più l’offerta. Abbiamo innanzitutto Unique, che posto sul collo di ogni singola bottiglia, informa sull’originalità del prodotto attraverso la certificazione della provenienza, combatte il fenomeno dei falsi e monitora lo stato di conservazione. Uniquerappresenta la soluzione perfetta per i “Fine Wine”, per tutte quelle bottiglie che hanno ogni caratteristica per diventare beni da collezione o da investimento. Pensa che da poco abbiamo chiuso una partnership con un vino dell’Isola del Giglio venduto a 10 mila euro a bottiglia.
Tra le novitá abbiamo jODYN, il servizio che rende trasparente la filiera e informa sulla qualità del viaggio del prodotto. Partendo dai cartoni da 6 e da 12 bottiglie, per arrivare sino ai pallet ed ai container, jODYN monitora i parametri che influenzano lo stato di conservazione del vino e fornisce un approccio moderno alla tracciabilità. Tale prodotto non è pensato solo per il vino e abbiamo visto grande interesse dalle aziende di ortofrutta e beverage. La strada fatta in un anno è davvero tanta!

Potete leggere l’articolo completo a questo link, sulla pagina ufficiale di Maker Faire Rome!

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